Ma dal momento in cui questi ragni vivevano in regioni remote del mondo rimanevano in gran parte, non venivano osservati. Almeno fino a poco tempo fa. Hannah Wood, un’esperta, ha fatto alcune ricerche al Museo Nazionale di Storia Naturale di Smithsonian. Ha esaminato e analizzato centinaia di ragni pellicani sia sul campo in Madagascar che attraverso lo studio di ragni pellicani conservati nelle collezioni museali. La sua analisi, incentrata sui ragni dei generi Eriauchenius e Madagascarchaea, ha classificato i ragni che ha studiato in 26 specie diverse. 18 di queste non sono mai state descritte prima.
Il suo collega Nikolaj Scharff dell’Università di Copenaghen ha descritto tutte le 26 specie di ragni pellicani nella rivista Zookeys, uscita qualche giorno fa. La Wood dice che i ragni pellicani sono ben noti tra gli aracnologi non solo per il loro aspetto insolito, ma anche per il modo in cui usano i loro lunghi “colli” e le parti della bocca simili a mascelle per predare altri ragni. Si tratta dunque di cacciatori attivi, che si aggirano nella foresta di notte.
Quando un ragno pellicano trova una vittima, si allunga rapidamente e lo impala sulle sue lunghe “mascelle”, detti cheliceri. Quindi tiene la preda lontana dal suo corpo, tenendosi al riparo da potenziali contrattacchi, fino alla morte della vittima. I ragni pellicani di oggi sono “fossili viventi”, dice Wood. Infatti, sono notevolmente simili alle specie trovate conservate nella documentazione sui fossili da 165 milioni di anni fa. Oltre al Madagascar, i ragni pellicano oggi sono stati trovati in Sud Africa e in Australia. Questo fa pensare che erano presenti sin dai tempi della Pangea.
Il Madagascar ospita un gran numero di specie animali e vegetali che esistono solo sull’isola, ma fino a poco tempo fa, solo alcune specie di ragni pellicani erano state documentate lì. Nel 2000, l’Accademia delle Scienze della California lanciò un enorme inventario di artropodi in Madagascar, raccogliendo ragni, insetti e altri invertebrati da tutta l’isola. La Wood ha utilizzato queste collezioni, insieme a esemplari di altri musei e ragni raccolti durante il suo lavoro sul campo in Madagascar, per condurre il suo studio. Si dice convinta che oltre alle 18 recenti specie scoperte ve ne siano altre. Tutti i ragni pellicani che la Wood ha descritto vivono solo in Madagascar, un’isola la cui enorme biodiversità è attualmente minacciata dalla diffusa deforestazione.
La pericolosità dei ragni è nota a tutti, ma alcuni studi effettuati dall’Università del Queensland in Australia, affermano che sarebbe possibile curare determinate forme anche gravi di ictus utilizzando il veleno di una particolare specie di ragno. Nella fattispecie di tratta del ragno australiano dalla tela a imbuto (hadronyche infensa), tra l’altro uno degli aracnidi più pericolosi e letali esistenti al mondo.
GM
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